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Piratiamo la trasparenza

Se l'obiettivo è quello di passare dal supplicare trasparenza all'imporre trasparenza, la “pirateria della conoscenza” è possibile con tre strumenti: posta elettronica certifica, firma digitale, e richieste di accesso agli atti.

Gli scogli su cui si è incagliata la nostra iniziativa sull'anagrafe pubblica degli eletti hanno reso ancora più evidente la nostra difficoltà di coinvolgere i cittadini senza accesso prolungato all'informazione e poi di fronte agli attriti e all'impenetrabilità stupida del potere.

La reazione a questa situazione può passare da una strategia, che sappia utilizzare le forze reali che abbiamo a disposizione per strappare documenti e informazioni dai cassetti degli amministratori e dalle mani dei nominati. Riversandoli nella Rete. Questa sarà la nostra pirateria.

Gli strumenti che propongo sono tre.

1. Posta elettronica certificata. Dietro questo nome terribile e tecnicista, c'è la possibilità di trasformare ogni email in una visita agli sportelli delle amministrazioni locali. Di comprimere in pochi istanti, click, le ore passate in fila o rimbalzato da un ufficio all'altro e a inseguire orari impossibili. Uno strumento pensato dall'amministrazione soprattutto per rendere la macchina burocratica più leggera (speriamo), ma che, quasi involontariamente, diventa il luogo dove ci possiamo infilare per esigere trasparenza e legalità.

2. Sono numerosi i fogli da firmare quando ci si reca allo sportello. Perciò il secondo strumento di cui ci dobbiamo dotare è quello della firma digitale. Un apparecchio che collegato ad un computer permette di sottoscrivere documenti con pochi passi, alla velocità di un “Mi piace”, per quanti conoscono Facebook. Ma con un valore del tutto equivalente a quello di una firma autografa. La posta elettronica certificata, e ancora di più la firma digitale sono poco diffusi e di difficile reperimento. Ma con poche decine di euro, a meno della metà del costo di mercato, Radicali Italiani e Agorà Digitale hanno la possibilità di fornire ad ogni attivista questo piccolo ma sostanziale equipaggiamento tecnologico.

3. L'“accesso agli atti”, lo strumento legale tramite il quale è possibile per un cittadino richiedere all'amministrazione pubblica documenti che legittimamente ritiene di essere interessato a conoscere. Strumento quasi inutilizzato per la burocrazia e la non conoscenza che lo circonda.

Per una email certificata con in allegato una richiesta firmata digitalmente di accesso agli atti ci vogliono pochi minuti. La nostra pirateria sarà quella di prenderci i documenti e i dati con cui ci sarà risposto e di renderli pubblici. E di denunciare per inadempienza la pubblica amministrazione in tutti i casi in cui questa non risponda. Anche con azioni collettive.

A quali informazioni possiamo accedere?

1. A tutte le informazioni ambientali e con quelle documentare gli scempi sul territorio.

2. Alle spese patrimoniali, ai redditi e alle spese elettorali dei consiglieri comunali, provinciali e regionali.

3. A tutti gli iscritti alle liste elettorali, cioè dei cittadini che hanno diritto al voto.

Ma sta ai cittadini, agli attivisti ed ai dirigenti radicali, comprendere le priorità e la forma per poterci accedere.

Sembra complesso, come si può fare?

La gestione dei riferimenti di legge è ostica anche per i radicali di maggiore esperienza. Per questo è necessario che Radicali Italiani e Agorà Digitale forniscano delle procedure facilitate che permettano a chiunque di procurarsi con poche decine di euro posta elettronica certificata e firma digitale, e di realizzare in pochi click i documenti per le nostre visite “virtuali” agli uffici comunali.

Come valorizzare questa lotta?

Le strade possibili sono limitate solo dalla fantasia. Si chiama civil hacking la capacità di utilizzare le tecnologie per rendere i dati intuitivi e fruibili. Starà ai cittadini, agli attivisti, ad Agorà Digitale e Radicali Italiani saperli utilizzare in modo efficace.

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Inserito da Luca Nicotra 1 anno fa

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Commenti (8)

  1. fabiopazzini ha detto:

    ottimo!

    1 anno fa
  2. andreadeliberato ha detto:

    Bravissimo Luca!!

    1 anno fa
  3. Bravo, Luca! Solo che ho bisogno di una lezione in più, sono un'oca che va razzolando un po' in giro e qualche volta c'indovina. Imparerò anche questo.

    1 anno fa
  4. Luca Pardi ha detto:

    Luca, non capisco, è gia possibile per me, ora, avere la posta elettronica e la firma certificata?

    1 anno fa
  5. Luca Nicotra ha detto:

    Esatto. Soltanto che la burocrazia per averli è lunga e i costi da affrontare sono ancora abbastanza alti. RI e Agorà si possono pero' far carico della burocrazia e di ottenere costi molto inferiori a quelli di mercato.

    1 anno fa
  6. la PEC la trovo non solo utile ma necessaria specialmente per anziani e disabili: niente più file agli sportelli, frodi e imbrogli.

    1 anno fa
  7. Luca Nicotra ha detto:

    Le potenzialità di Firma Digitale e PEC sono enormi, e il tuo potrebbe essere uno spunto utile ad una campagna assieme all'Associazione Luca Coscioni. La proposta di campagna per la liberazione dei dati ha pero' il grande pregio di essere un primo passo possibile immediatamente, con le forze che abbiamo ora a disposizione. E non è poco.

    1 anno fa
  8. nicola.pasa ha detto:

    ci sto, io ho la partita iva mi sapete dire se è complicato anche per me dal punto di vista burocratico e finanziario ? ho installato tutto l'occorrente al mio commercialista, quindi tecnicamente io sarei in grado di farlo

    1 anno fa